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Pitture Murali
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PITTURE MURALI DEI BASCHENIS

Quella dei Baschenis è una prolifica famiglia originaria di Averaria, nel bergamasco, ricca di interessanti personalità di artisti che spesso lavorarono fianco a fianco, rendendo così non sempre facile la distinzione degli apporti stilistici di ognuno. Alcuni esponenti di questa stirpe di pittori fra il XV e il XVI secolo operarono, oltre che in Lombardia, anche in Trentino. Si possono infatti far rientrare nel periodo dal 1470 al 1540 circa gli interventi pittorici lasciati dai Baschenis in numerose chiese e cappelle delle Valli Giudicarie, della Val Rendena, della Val di Non e della Val di Sole.

San Vigilio , vescovo e patrono della città di Trento -  Il Rilievo di Francesco Orlandini , il martirio di San Simonio sulle porte del palazzo Salvadori a Trento


San Vigilio
Vescovo e patrono della città, visse nella seconda metà del IV secolo. Le notizie che abbiamo di lui mescolano dati storicamente documentati ad altri di origine leggendaria, come probabilmente il martirio, avvenuto secondo la tradizione ad opera delle popolazioni pagane trentine della Val Rendena. Recatosi in quelle zone con l’intento di convertirle, il vescovo Vigilio vi avrebbe trovato la morte per lapidazione. Una diffusa iconografia popolare, affermatasi in tempi più tardivi, rappresenta il santo con accanto uno zoccolo, ritenuto strumento del suo martirio. Dalla corrispondenza epistolare giunta fino a noi fra San Vigilio e Sant'Ambrogio vescovo di Milano († 397), sappiamo che fu quest'ultimo ad inviare in Trentino Sisinio, Martirio e Alessandro per coadiuvare il vescovo Vigilio nella sua attività pastorale.


La loro pittura, piuttosto semplice dal punto di vista stilistico, non ricerca effetti prospettici, né particolari sfumature cromatiche; ama invece i colori accesi, che sottolineano la vivacità delle scene ritratte. 
Dal punto di vista tematico i Baschenis ripetono l'iconografia dei santi più conosciuti e raffigurati: Francesco con le stimmate, Antonio abate con il maialino e il bordone, Caterina, Agata, Lucia e Barbara con i rispettivi segni del martirio, ovvero la ruota, il seno tagliato, gli occhi strappati e la torre o la pisside. Accanto a loro trovano però spazio anche figure trentine, come San Vigilio e "San Simonino", e soggetti più complessi come l'Ultima Cena, la Crocifissione, la Danza Macabra o i cicli con storie di santi, spesso tratti dalla Legenda aurea di Jacopo da

Particolare della "Danza Macabra", opera dei Baschenis,
  affresco della chiesa di San Vigilio a Pinzolo in Val Rendena

Varagine o dai racconti dei Vangeli apocrifi. Lasciando al visitatore il gusto di andare alla ricerca di ogni singolo 
apporto artistico di questi pittori, si prendono qui in considerazione le imprese pittoriche maggiori che, ancor oggi, possono essere ammirate dal punto di vista estetico, ma al tempo stesso forniscono interessanti spunti di meditazione.

Gruppo bronzeo di Luciano Carnessali,
raffigurante i tre martiri anauniesi

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